lunedì 14 novembre 2011

Il futuro di "General Hospital"; Agnes Nixon in scena ne "La Valle dei Pini"; arriva anche in Italia "Dirty Soap"




Mentre “Una vita da vivere” si avvia verso la fine prevista per metà gennaio, nuove nubi di cancellazione si addensano sull’orizzonte di “General Hospital”. Dopo l’annuncio dell’ABC d’inserire nel suo slot il talk show condotto dalla giornalista-icona Katie Couric a partire dal 6 settembre 2012 e già venduto al 60% delle affiliate, la WFTV-Channel 9 di Orlando ha annunciato lo spostamento della soap in orario da definirsi già dalle prossime settimane. Il motivo? Far posto a un nuovo talk, condotto dalla star locale Steve Harvey.





Come già fatto per l’altra sua creatura “La valle dei pini”, anche in occasione delle ultime puntate di “Una vita da vivere” l’ideatrice Agnes Nixon entrerà nelle vicende della soap per ricoprire un piccolo ruolo. Sarà Agnes Dixon, la sceneggiatrice di “Fraternity Row”, un fittizio teleromanzo che appassiona gli abitanti di Llanview.




Se il ritorno su Canal One di “Febbre d’amore” è durato poco meno di tre settimane, importante novità allieterà gli orfani e gli amanti del genere. Dal 20 novembre E! Entertainment (Sky, canale 129) propone “Dirty Soap”, reality USA che svela la vita privata degli attori più amati e retroscena della loro professione. Il programma è prodotto dai coniugi Kelly Ripa e Mark Consuelos, ex protagonisti de “La valle dei pini”.


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http://antoniogenna.com/2011/11/14/tv-soap-30-le-soap-straniere-in-tv-dal-14-al-20-novembre-2011-soap-usa-ritorno-rinviato-o-annullato-per-la-valle-dei-pini-jeanne-cooper-torna-a-febbre-damore-beth-chamberlin-guest-star-in/

venerdì 27 ottobre 2006

Intervista ad Alessandro Giannotto

Intervista realizzata da Daniela Sgambelluri


" ... L’idea di creare un sito italiano dedicato a “General Hospital” è nata per un duplice motivo: il primo, personale, rendere omaggio a questa soap opera che, con le sue straordinarie ed affascinanti avventure a tinte poliziesche, appassionava la mia famiglia riunendola tutta ogni pomeriggio davanti agli schermi di Canale 5. Il secondo per non far dimenticare il suo passaggio nel nostro etere che rammento, nel periodo migliore, raggiungeva anche picchi d’ascolto di tre milioni di spettatori. Il progetto di renderlo bilingue si è reso invece indispensabile al compimento del terzo anno di attività quando ha cominciato a registrare importanti riscontri positivi in termini di contatti provenienti dagli Stati Uniti. Inoltre il sempre maggiore inserimento di materiale tratto da magazine d’oltreoceano ne ha sollecitato ed accelerato la trasformazione. La pagina dedicata alla Sig.ra Cadueri è un’iniziativa che cullavo da tempo e la cui realizzazione mi è stata fortemente spronata dal mio amico Gianni Pinotti, che considero il più grande esperto di doppiaggio dagli anni settanta ad oggi. Oltre che per gli indimenticabili personaggi animati da Lei citati, compagni simpatici e fedeli di tante giornate spensierate della mia infanzia, alla Sig.ra Cadueri sono soprattutto legato perché voce di due protagoniste di “General Hospital”: prima Lou e poi Felicia. E oltre a volerla ringraziare pubblicamente per le emozioni regalateci, il mio desiderio è farle sapere che tanti ragazzi attendono il suo ritorno e non comprendono le ragioni del suo allontanamento dai leggii dopo la chiusura della Ricmon Sound, la società di doppiaggio di suo zio Renato. Qualcuno lo reputa al fatto che, forse, non possedesse una dizione perfetta, motivazione che però non mi trova concorde perché proprio in “General Hospital” ha dimostrato eccellenti doti d’interpretazione prestando voce a personaggi dalla personalità complessa ed emotiva ... "


DANIELA: Alessandro, ci racconta qualcosa di lei, di cosa si occupa?
ALESSANDRO: Mi occupo di ufficio stampa ed organizzazione di eventi per una nota agenzia di comunicazione di Milano. Inoltre collaboro con Michele Camarda e la sua società di produzione Atmosphera nello sviluppo di progetti di fiction televisive.

Il mondo dorato ed intrigante delle soap operas e quello popolare e romantico delle telenovelas hanno rapito il mio cuore sin dalle loro prime apparizioni avvenute agli inizi degli anni ottanta sugli schermi dei nascenti network, da qui la passione per “General Hospital” e le strategie adottate da Retequattro nella costruzione dei suoi palinsesti dedicati al genere su cui ho incentrato la tesi di laurea. Attualmente i miei modelli di riferimento sono le fiction firmate dal network statunitense FOX, per la libertà d’ideazione e senso del business, e le brasiliane di Rede Globo, per la perfezione narrativa e stilistica.
DANIELA: “General Hospital” è stata una soap opera molto seguita qualche anno fa. Come nasce l’idea di creare il sito bilingue “www.generalhospital.tv”? E’ presente anche una sezione dedicata all’attrice doppiatrice MONICA CADUERI, citandola: “Questa pagina è dedicata a MONICA CADUERI, fantastica attrice e voce amica di tanti amatissimi personaggi. Sig.ra Cadueri aspettiamo il suo ritorno, anche per così raccontarci la storia della mitica Ricmon Sound”. Cosa vorrebbe aggiungere a tal proposito, in che modo la emoziona questa doppiatrice che ricordiamo voce italiana di Mimì in “MIMI’ E LE RAGAZZE DELLA PALLAVOLO”, di Angie in “ANGIE GIRL”, di Mary, l’amica di “JENNY LA TENNISTA”…?
ALESSANDRO: L’idea di creare un sito italiano dedicato a “General Hospital” è nata per un duplice motivo: il primo, personale, rendere omaggio a questa soap opera che, con le sue straordinarie ed affascinanti avventure a tinte poliziesche, appassionava la mia famiglia riunendola tutta ogni pomeriggio davanti agli schermi di Canale 5. Il secondo per non far dimenticare il suo passaggio nel nostro etere che rammento, nel periodo migliore, raggiungeva anche picchi d’ascolto di tre milioni di spettatori. Il progetto di renderlo bilingue si è reso invece indispensabile al compimento del terzo anno di attività quando ha cominciato a registrare importanti riscontri positivi in termini di contatti provenienti dagli Stati Uniti. Inoltre il sempre maggiore inserimento di materiale tratto da magazine d’oltreoceano ne ha sollecitato ed accelerato la trasformazione.
La pagina dedicata alla Sig.ra Cadueri è un’iniziativa che cullavo da tempo e la cui realizzazione mi è stata fortemente spronata dal mio amico Gianni Pinotti, che considero il più grande esperto di doppiaggio dagli anni settanta ad oggi. Oltre che per gli indimenticabili personaggi animati da Lei citati, compagni simpatici e fedeli di tante giornate spensierate della mia infanzia, alla Sig.ra Cadueri sono soprattutto legato perché voce di due protagoniste di “General Hospital”: prima Lou e poi Felicia. E oltre a volerla ringraziare pubblicamente per le emozioni regalateci, il mio desiderio è farle sapere che tanti ragazzi attendono il suo ritorno e non comprendono le ragioni del suo allontanamento dai leggii dopo la chiusura della Ricmon Sound, la società di doppiaggio di suo zio Renato. Qualcuno lo reputa al fatto che, forse, non possedesse una dizione perfetta, motivazione che però non mi trova concorde perché proprio in “General Hospital” ha dimostrato eccellenti doti d’interpretazione prestando voce a personaggi dalla personalità complessa ed emotiva.
DANIELA: Ha avuto modo di fare un confronto tra le voci originali e quelle italiane di “General Hospital”? Cosa è emerso?
ALESSANDRO: Ho numerose occasioni di confrontare le voci originali con quelle italiane della soap perché con i ragazzi della mailing list di Yahoo! a lei dedicata, “Port Charles Italia”, acquistiamo regolarmente puntate dagli USA per continuare così a seguirne le vicende. Io rappresento però un caso particolare perché, mentre la seguo in inglese, immagino gli attori recitare le medesime battute in italiano. E per i personaggi mai visti da noi, provo l’ebbrezza d’immedesimarmi in un direttore di doppiaggio che deve scegliere le voci più aderenti.
Senza alcun dubbio, preferisco la nostra colonna sonora a quella americana nonostante la recitazione sia di alto livello, anche quella degli attori più giovani (che spesso in altri show si caratterizzano per vocalità neutre) a testimonianza dell’importante sforzo produttivo messo in atto dalla soap opera per essere sempre più simile ad un telefilm e non più ad un teleromanzo pomeridiano. I nostri doppiatori sono stati capaci di attribuire alle anime di ciascun personaggio migliori e più vibranti alternanze di tonalità nelle espressioni. Hanno saputo seguire e far emergere la trama complessa degli umori e delle diverse passioni che ne contraddistinguevano le vicende.
DANIELA: Ormai è divenuta una domanda di rito ma che ci piace fare dal momento che ce ne stiamo occupando. A suo avviso trasmissioni tv dedicate al mondo del doppiaggio e dei doppiatori potrebbero interessare il pubblico televisivo? Cosa vorrebbe che emergesse e cosa vorrebbe che non emergesse?
ALESSANDRO: Il progetto mi entusiasma, ma temo che possa interessare solo un’élite ristretta di pubblico. Non vorrei che il suo filone si esaurisca prematuramente dopo un paio di servizi su come si doppi o si realizzi il delicato processo di adattamento, diventando così solo una sterile rubrica di quanto un attore ha doppiato, come se si volesse far passare il messaggio che le voci che lavorano di più fossero necessariamente le più capaci.
L’accusa rivolta spesso ai doppiatori è di essere attori di serie C, o peggio mezzi attori. Quindi vorrei che il programma facesse soprattutto emergere la completa professionalità di ciascuno, offrendo la possibilità di un palcoscenico alternativo dove esibirsi finalmente per sé stessi o recitando un proprio cavallo di battaglia o brevi pièces insieme ad altri doppiatori.
DANIELA: A tal proposito, mi preme ribadire che il nostro progetto, depositato alla Siae, non sarà la solita “zuppa” che spesso i mass media riservano al mondo del doppiaggio e neppure un lavoro realizzato solo per essere archiviato o fine a se stesso. Sarà un format giovane e cinematografico pur essendo veicolato dal mezzo televisivo attualmente più “forte” in Italia in termini di popolarità. La nostra idea, pur non potendo descrivere nel dettaglio il progetto, si avvicina molto alla sua idea di format tv, gli attori reinterpreti, questa bellissima definizione che abbiamo adottato ma che è stata coniata dall’ attore Adalberto Maria Merli in occasione di una nostra intervista, saranno presenti nel ruolo di attore, nella sua definizione più completa, l’artista nella sua completezza di artista ma per fare questo abbiamo bisogno di tutte le persone che credono già sin d’ora in questo progetto ancora in fase embrionale, e quelle che ci crederanno in futuro, abbiamo bisogno degli artisti, dei tecnici, di aspiranti attori che vorranno specializzarsi nel doppiaggio e di tutti voi appassionati, perchè da soli non riusciremo a farcela. Noi vorremmo percorrere una piccola strada, senza peccare di presunzione, verso una idea di tv che premi la meritocrazia televisiva e cinematografica e che non tenga più nell’oscurità grandi artisti come i nostri attori doppiatori italiani. Il doppiaggio non è un accessorio, il doppiaggio è composto da artisti veri, ricchi di passione, amanti del teatro, dei veri professionisti, persone che ci rifiutiamo di tenere nell’ombra o che si debbano accontentare di piccoli ruoli nelle fiction, che inspiegabilmente non vengano impiegati in ruoli da protagonista. Per essi auspichiamo il cinema, il doppiaggio ( non è un ripiego ma una vera e propria arte ), il teatro, ma quello vero, che dia la soddisfazione che essi meritano. Non tutti gli attori doppiatori sono straordinari attori ma molti sono straordinari attori e straordinarie attrici.
La ringraziamo per la sua disponibilità e gentilezza e infine le chiediamo, se vorrà, di anticiparci qualche suo futuro progetto o novità inerente al suo sito e di lasciare un messaggio ai suoi utenti affezionati.
ALESSANDRO: Sono io che ringrazio Lei e SuperEva per lo spazio riservatomi e l’opportunità di ricordare il mio amato “General Hospital”. Per quanto concerne il sito www.generalhospital.tv (NB: adesso non più attivo) la novità più importante riguarda l’ampliamento della sezione “Soap Videos Themes” che raccoglie le videosigle delle soap e novelas realizzate appositamente per il mercato peninsulare. Un’ulteriore testimonianza della nostra creatività e del fatto che negli anni ’80 e primi ’90 la televisione italiana fosse realmente la più bella del mondo.
Saluto e ringrazio sinceramente tutti i visitatori che nel corso degli anni hanno dimostrato ancora fervido interesse per la soap e che mi hanno accompagnato non solo in questa avventura, ma anche in quella legata ad un altro mio sito, www.okilprezzoegiusto.tv dedicato all’omonimo gioco a premi.

( Nella foto Alessandro Giannotto ad Hollywood sul set della soap opera “Days of our lives” in compagnia dell’attore Matthew Ashford )

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martedì 9 gennaio 2001

Lettera di Alessandro Giannotto ad Aldo Grasso (che risponde)

Lettera pubblicata il 9 gennaio 2001 nel forum del critico televisivo Aldo Grasso 
all'interno del sito internet Corriere.it


"OK, il prezzo è giusto!" va in pensione

Gent. le Dott. Grasso,
sono Alessandro, un venticinquenne appassionato di “OK, il prezzo è giusto!” sin dalla prima edizione. 

Dopo aver appreso l’amara notizia della sua imminente cancellazione (2/2/2001), ho deciso di scriverLe per esprimere alcune mie considerazioni sulle ragioni che gli avrebbero cagionato un deficit d’ascolto (che ritengo alquanto strano dato che lo scorso 13 dicembre ha conquistato la ragguardevole cifra di 1.395.000 spettatori nonostante si sia scontrato con un “Grande Fratello” dal 30% di share e una “Vita in diretta” dal 25%. 

Se c’è attualmente un’emittente Mediaset in crisi nella fascia 18-20,30 è Italia 1 e non Retequattro e in ogni caso ad una trasmissione in via di pensionamento non viene aumentata la programmazione settimanale come invece è accaduto di recente). La diminuzione d’audience (se c’è stata) non è da imputare alla presenza della
Sig.ra Ruta, che anzi si è egregiamente preparata alla sua conduzione e gli ha fatto riacquistare
vitalità grazie al suo sincero entusiasmo, ma:

1) a giochi poco attinenti al suo spirito (es. “Juke Box”, “Gran menù”), brutti (“La scogliera” e “Mini market”, di quest’ultimo inoltre non ho capito ancor bene le finalità) o identici (“Bowling” che sembra il clone del più divertente “Superball”); 

2) a scenografie scadenti; 

3) ad autori che, roteando ogni anno, hanno stravolto il format originale a loro
piacimento. Da questa lista sarebbe corretto togliere il Dott. Giuseppe Ioppolo che, nel corso
dell’edizione 1998-99, ha ridato smalto al programma grazie
- all’introduzione di carrellini a tema; 
- maggior interattività della “voce misteriosa” e “festosità” in studio;
- più brio ad alcuni giochi (es. “Punchingball” e “Super Vincita” grazie a dei piccoli accorgimenti); 

4) la progressiva riduzione del minutaggio a disposizione a favore di spot e televendite, che a sua volta ha cagionato una regia frettolosa e poco attenta anche a fondamentali particolari (i prezzi esposti che non vengono sufficientemente ripresi). Bisogna però ammettere che in quest’ultima serie la regia è decisamente
migliorata, comunque resta ineguagliabile quella adottata da Silvio Ferri a cavallo fra i decenni
ottanta e novanta e che lo rendeva un prodotto unico nel panorama televisivo peninsulare. 

Mi addolora pensare che presto dovrò salutare questo caro amico che mi ha tenuto compagnia per gran
parte della mia giovane vita, ma ciò che mi rattrista maggiormente è il fatto che non si è voluto
investire su esso lasciandolo invece andare alla deriva. Con l’imminente introduzione della moneta
unica europea “OK, il prezzo è giusto!” sarebbe il veicolo migliore per far destreggiare gli italiani con
il suo utilizzo o più in generale con i cambiamenti che essa apporterà nella loro vita quotidiana.

Grazie per la cortese attenzione, 
Alessandro


Risposta di Aldo Grasso:

Caro Alessandro, te lo dico con tutta sincerità: è la prima volta che mi capita di imbattermi in un
appassionato di Ok, il prezzo è giusto. Ma d'altra parte la tua lettera così precisa e documentata non
lascia dubbi sulla tua passione. 


Link alla copia dell'articolo originale:
 http://www.okilprezzoegiusto.tv/corriere.pdf