lunedì 21 gennaio 2013

Parla Heather Tom; anche Kin Shriner torna a General Hospital; veleni via Twitter; Jill Farren Phelps e l’arrivo di Steve Burton a Febbre d’amore; gli head-writer e le novità dei cast di La Valle dei Pini e Una vita da vivere



Heather Tom: “Katie ed io”
Intervistata da Michael Fairman, l’interprete di “Beautiful” ha parlato della nascita di suo figlio Zoe Alexander e degli ultimi drammatici accadimenti che hanno coinvolto il suo personaggio, che si sono intrecciati a doppio filo fra finzione e realtà: “Quando abbiamo girato le scene in cui scappavo da mio marito Bill (Don Diamont), dopo la nascita di nostro figlio William Logan Spencer, ero ancora incinta. A ‘Beautiful’ mi avevano concesso solo una settimana di riposo dopo il mio vero parto perché pensavamo che Zoe Alexander sarebbe nato intorno il 15 ottobre, mentre invece è venuto alla luce il 28. Lo show quindi è stato dovuto riscrivere in fretta perché non sarei mai potuta tornare nella data prevista”.
Sul fatto che, ancora incinta, ha dovuto simulare una depressione post-parto: “E’ stata una catarsi, ero già così in preda agli ormoni che ho pensato ‘Se piangerò già tutto il giorno al lavoro, quando tornerò a casa starò sicuramente meglio’. E così è stato e fortunatamente non ne ho sofferto neppure dopo. Sono contenta che non sia stata scritta una storia in cui Katie rifiuta il suo bambino, anzi lo ama talmente tanto che ha deciso di lasciarlo alle cure di Bill prima di andarsene. Ricordo, mentre recitavo in ‘Una vita da vivere’, che Kassie DePaiva, anche lei in reale stato di gravidanza, ha dovuto interpretare una vicenda in cui non voleva il bambino che portava in grembo. So che le è stato particolarmente difficile”.
In merito alla nascente relazione tra Bill e la sorella Brooke (Katherine Kelly Lang): “Mi è piaciuto molto recitare questo triangolo. Alla fine si è mantenuta l’integrità dei personaggi, anche se era tutto folle e poi era Katie a manipolare la situazione. Quando affronta i due, dopo che è venuta a conoscenza da Taylor che si sono baciati, sa che la loro promessa di non rifarlo più non sarà poi così veritiera. A causa dei suoi problemi di cuore e la nascita del bambino, per Katie sono cambiate le priorità nella vita. Sa che un uomo come Bill non le può stare accanto se non cambierà e quindi lo metterà alla prova”.
L’attrice scherza a proposito che abbia dato alla figlia lo stesso nome del suo bambino in “Una vita da vivere”: “Quando l’ho scelto me ne ero completamente dimenticata. Lo avevo rimosso perché, in quel periodo, ero arrabbiata di come avevano scritto l’uscita di scena del mio personaggio di Kelly. Infatti, sceglieva quel nome poche ore prima che partisse definitivamente per Londra. Ma c’è di più: prima che mi dicessero che fosse un maschio, una notte l’ho sognato notte e al mattino mi sono svegliata decisa a chiamarlo Zane. Inoltre Zane è anche il nome del nonno di mio marito James, cresciuto nei dintorni di Zanesville in Ohio. Alexander invece è il nome che avrebbe voluto dare James nel caso fosse stata una femminuccia. E così alla fine li abbiamo uniti”.
Sul parto di Zane Alexander: “E’ stato traumatico. Mio figlio è nato con del liquido nei polmoni e quindi è dovuto stare nell’incubatrice per cinque giorni. Non era fortunatamente qualcosa di pericoloso, i medici mi dissero che in una scala da 1 a 10 eravamo a livello 2. Sono stati i giorni più stressanti di tutta la mia vita, non vorrei proprio ripassare un’altra esperienza del genere”.
Nata a Hinsdale, nello Stato dell’Illinois, il 4 novembre 1975, Heather Tom è l’unica ad aver vinto il premio Daytime Emmy in tutte le tre categorie dedicate alle interpreti femminili: “Miglior attrice giovane” nel 1993 e 1999 per il ruolo di Victoria Newman in “Febbre d’amore”, “Miglior attrice non protagonista” (2011) e “Miglior attrice protagonista” (2012) proprio per quello di Katie Logan.


Un altro gradito ritorno a Port Charles
E’ quello di Kin Shriner, ovvero il problematico avvocato Scotty Baldwin. Lo ha dichiarato lo stesso attore a “TV Guide”, annunciando che da martedì 22 gennaio sarà di nuovo sul set e dal 19 febbraio in video, quindi pochi giorni dopo la ricomparsa di Laura (Genie Francis). L’ultima volta in cui Scotty si è visto in città risale al 12 novembre 2008, quando ha raggiunto Laura sull’aereo per partire insieme verso Parigi. Cosa sarà successo in questi quattro anni? Si saranno sposati? Quello che al momento sappiamo è che Laura tornerà a Port Charles con un segreto, il cui svelamento avrà forti ripercussioni a catena su tutta la famiglia Spencer.
Parlando del suo ritorno, Shriner ha affermato che “se avessi assistito in televisione al ritorno di Lucy Coe senza sapere che mi volevano, avrei iniziato a pensare male. Ho davvero tanta voglia di esserci e di divertirmi ancora. E poi adesso ci sono tante possibilità di storie per Scotty. Non solo perché c’è Lucy, ma anche Heather Webber, Tracy Quartermaine e Anna Devane. E’ stato coinvolto con ognuna di loro. E poi naturalmente Laura. Oggi è tutto diverso, sul web si possono trovare tante anticipazioni, ma all’ABC si stanno dando da fare perché non trapeli nulla. Ricordo che nel 1981, per non far sapere a nessuno che avrei preso il bouquet di Laura al suo matrimonio con Luke, la produttrice Gloria Monty mi tenne rinchiuso per ore dentro la roulotte di produzione”.
Sulla trentennale rivalità con Luke (Tony Geary): “Carlivati ha ancora tanto da trarre. Luke è andato avanti con la sua vita, ma se veramente Scotty si è sposato con Laura sarebbe un duro colpo per lui. Se ‘General Hospital’ negli anni ’80 era impavido, oggi lo è ancora di più. Non vedo l’ora di avere fra le mie mani il copione!”.
A proposito della ricomparsa di Genie Francis nelle vicende, il produttore Frank Valentini ha dichiarato che “sta tornando perché Port Charles è casa sua e ci sono svariate ragioni per il fatto che Laura abbia deciso di allontanarsene, anche un mistero”. E sulla durata del suo contratto ha aggiunto: “Non sarà una breve partecipazione. L’abbiamo assunta, senza ma e senza se!”
Veleni via Twitter
Il ritorno di Jack Wagner (Frisco Jones) in occasione del 50° anniversario del teleromanzo potrebbe far scoppiare scintille non soltanto sui teleschermi. Ad attizzare l’incendio ci ha pensato Nancy Lee Grahn (Alexis Davis) che, commentando su Twitter la serata della premiazione dei Golden Globe, ha chiesto ai suoi follower se il cantante Bon Jovi assomigliasse ad un Wagner meno ubriaco del solito.
Compresa la gaffe, l’attrice ha immediatamente cancellato il tweet. Non è mistero che Wagner, negli anni passati, abbia sofferto di alcolismo a causa del dolore provocato dal divorzio dalla moglie Kristina Malandro (Felicia).


Jill Farren Phelps: “Vi spiego come ho portato Steve Burton a Genoa City”
In un’intervista a “TV Guide”, il produttore esecutivo ha descritto come è avvenuto l’ingaggio dell’ex protagonista di “General Hospital” nello sceneggiato: “Non ne abbiamo parlato seriamente fino a cinque settimane fa. Avevamo ideato il personaggio di Dylan McAvoy ed eravamo ancora alla ricerca del suo interprete. Ho sempre pensato che Steve sarebbe stato favoloso nella parte, ma era solo un mio desiderio. Ne ho discusso allora con il suo manager e abbiamo trovato il modo di farlo partecipare affinché possa continuare a vivere a Nashville. In più a Steve piaceva l’idea di recitare un ruolo molto differente da quello di Jason Morgan”
“Come lui stesso ha annunciato a ‘The Talk’, sarà un ex veterano della guerra in Afghanistan, che dopo essere rimasto ferito è stato salvato da una famiglia che si è presa cura di lui. E così si sono perse le sue tracce per anni, al punto che tutti lo credevano morto. Dylan torna in città con il proposito di ritrovare la sua vecchia fiamma Avery (Jessica Collins), ma lei forse ha altri pensieri per la testa”.
La Farren Phelps conferma che avrà molto a che fare con Nicholas (Joshua Morrow), mentre nega che vi sia il progetto di far passare Dylan come il figlio scomparso di Nikki (Melody Thomas Scott). Inoltre respinge al mittente le illazioni che abbia voluto licenziare Stephen Nichols (Tucker)per utilizzare il suo compenso per pagare Burton e di volersi inimicare l’intero cast per permettergli di presenziare sul set secondo le sue esigenze. Infatti, secondo gli accordi stipulati, l’attore non girerà mai di lunedì in modo di disporre lunghi week-end e godrà di molte settimane di ferie:“Steve sarà una grande risorsa per’Febbre d’amore’. Tutti sono felici di averlo. Avrà una nuova capigliatura e un nuovo abbigliamento. Finalmente abbandonerà il nero per indossare abiti colorati”.
Steve Burton: “Le mie verità”              
Anche Burton, tramite “TV Guide”, ha rilasciato un’intervista per meglio spiegare i motivi dell’abbandono di “General Hospital”, ma iniziamo su come ha trascorso gli ultimi tre mesi a Nashville: “Sono stati incredibili. Ho accompagnato mia figlia a ginnastica, ho fatto il coach nella squadra di football di mio figlio, tutte cose che non ho mai potuto fare quando ero a ‘General Hospital’, ma nonostante questi bei momenti non ho mai avuto nessuna intenzione di ritirarmi. La verità è che se mi avessero offerto una parte in uno show di prima serata o in un film sarei andato via lo stesso e forse non sarei adesso qui. Voglio solo lavorare”.
Sull’addio al mondo di Port Charles: “Avevo bisogno di dare uno scossone alla mia vita. Il pubblico mi vede solo come Jason, dimenticandosi che sono prima di tutto un attore. E un artista deve poter esplorare. Nel daytime siamo fortunati ad avere un lavoro che duri per sempre, ma bisogna fare anche altre cose. Gli attori sono come gli zingari. E poi non volevo più lavorare cinque giorni alla settimana. Ero così tanto in video al punto di essermi stancato di vedermi! I fan non sanno cosa succeda realmente dietro le quinte e non capirebbero i motivi per cui, anche se ce ne fosse l’opportunità, non tornerei ad interpretare Jason. Ciò che succede a “General Hospital” deve restare lì”. Prosegue l’attore: “Il mio andar via non ha niente a che fare con la storia. Il problema è che non volevo più vivere in California e per la produzione diventava troppo difficile conciliare questa mia volontà con i ritmi di registrazione. Non ci sono rancori fra me e il produttore Frank Valentini. A tutti ci è sembrato il momento migliore perché me ne andassi”.
Sull’arrivo a “Febbre d’amore”: “Si tratta di un contratto di breve durata. Vedremo se funzionerà. Nessuno vuole essere costretto a fare nulla contro la propria volontà. E per l’occasione ho perso anche peso. La robustezza non è il mio look migliore e il reparto costumi mi vuole far apparire più giovane”.
Il primo giorno di lavoro: “Impressionante. Christian LeBlanc (Michael Baldwin), Daniel Goddard (Cane), Sharon Case (Sharon Newman) e Joshua Morrow (Nicholas Newman) mi hanno aiutato molto. Ero nervoso come il primo giorno di scuola perché non so ancora bene come sarà Dylan, certamente non uguale a Jason”.
Sul possibile triangolo d’amore fra Dylan, Avery e Nicholas: “Non so ancora niente, ma certamente farò in modo che Joshua Morrow si tagli il pizzetto sul mento e che soprattutto non indossi più quei maglioni!”.



“La Valle dei Pini” e “Una vita da vivere”: nominati gli head-writer
Continua spedita la marcia di Prospect Park verso l’avvio della produzione delle due ex-soap targate ABC con la nomina dei loro capi sceneggiatori.
Per “La valle dei pini” è stata chiamata Marlene McPherson che,come si ricorderà, è stata fino allo scorso agosto alla guida de “Il tempo della nostra vita”, quando, con un colpo di mano, la NBC l’ha destituita. In precedenza ha lavorato per “Passions” (1999 – 2008) e “General Hospital” (1987 – 1991).
Per “Una vita da vivere”, invece, sono stati ingaggiati Thom Racina e Susan Bedsow Horgan.
Si tratta di due grandi firme del daytime, in particolare Racina che ha scritto alcune delle sue pagine più belle, come ad esempio il matrimonio di Luke e Laura. Oltre a “General Hospital” (1981 – 1984), ha lavorato in “Aspettando il domani” (1980), “Il tempo della nostra vita” (1984 – 1986), “Destini” (1986 – 1988), l’innovativa “Generations” (1988 – 1991) e “Santa Barbara” (1991 – 1992).
La Bedsow Horgan, invece, è una profonda conoscitrice del mondo di Llanview: ha iniziato la sua carriera nel 1976 proprio in questo teleromanzo come segretaria di produzione, prima di passare l’anno successivo a “Sentieri”. Fra il 1984 e il 1986 è in “Così gira il mondo”, per il cui lavoro vince un Emmy nella categoria “Miglior Sceneggiatura”. Negli anni novanta torna a “Una vita da vivere”, che lascia nel 1996, non dimenticando però di aggiudicarsi un’altra preziosa statuetta nel 1994.
Chi torna a Llanview
La prima notizia da segnalare è la contrattualizzazione di Robin Strasser, cheriprenderà i panni di Dorian Lord. Si tratta di un fatto importante essendo la Strasser una degli interpreti più amati di “Una vita da vivere” e la cui assenza negli ultimi mesi di programmazione fu fonte di polemiche, anche per via di sue alcune dichiarazioni in cui criticava il fatto di non essere stata richiamata per il gran finale.
Il personaggio di Dorian si vide per la prima volta a Llanview il 13 aprile 1979 e vi rimase fino al 1987, per poi tornare dal febbraio 1993 al febbraio 2000. Riapparve tre anni dopo, nel 2003, e vi restò fino al 25 agosto 2011. Dopo la cancellazione dello sceneggiato, di Dorian si è parlato in “General Hospital”: in particolare il 3 dicembre 2012 si è detto che è ancora una senatrice degli Stati Uniti, impegnata nella commissione che controlla l’operato dei servizi segreti.
E’ ancora un rumor, ma proverebbe da fonte autorevole, che anche Robert S. Woods avrebbe firmato per ritornare ad interpretare Bo Buchanan, per il quale si è aggiudicato nel 1993 l’Emmy come Miglior Attor Protagonista.
L’attore, che ha creato il personaggio di Bo nel novembre del 1979 e che ha portato avanti sino al 2012 a parte una piccola pausa nel biennio 1986-88, in origine era stato provinato per recitare il ruolo di Richard Abbott (il cugino di Viki Lord), ma il produttore di allora Joseph Stuart gli preferì affidare quello per cui tutti oggi lo conosciamo. Una volta ottenuta la parte, Woods corse a telefonare al suo amico Steve Kanaly (“Dallas”), dicendogli che avrebbe interpretato il “Ray Krebbs” del daytime.
Sempre dalla stessa fonte proviene la notizia che anche Erika Slezak sarebbe giunta ad un accordo con Prospect Park per riprendere il ruolo centrale di Viki Lord.
La Slezak, entrata nei panni di Viki il 17 marzo 1971 e lasciati solo nel 2012, per le sue strepitose performance si è aggiudicata ben sei Daytime Emmy nella categoria di Miglior Attrice Protagonista (1984, 1986, 1992, 1995, 1996 e 2005), diventando così l’interprete femminile con il più alto numero di statuette vinte.
In realtà la Slezak non è l’interprete originale di Viki: prima di lei il ruolo apparteneva a Gillian Spencer, a cui fu tolto per volontà della creatrice Agnes Nixon.
Nonostante questo strappo, la Spencer ha continuato a lavorare nelle soap sia come attrice sia come sceneggiatrice. Per quanto concerne l’impegno davanti alle telecamere, la ricordiamo anche in Italia per essere stata Daisy Murdock Cortlandt ne “La valle dei pini” dal 1980 al 1989, seguite da altre apparizioni nel 1994, 1995, 1996 e 20 Aprile 2010 quando tornò in occasione della puntata tributo per James Mitchell (Palmer Cortlandt). Sul lato scrivano invece, si segnalano le sue collaborazioni come co-head writer per “Destini”, “Così gira il mondo”, “Il tempo della nostra vita” e la stessa “La valle dei pini”.
Sembra ormai certo che i personaggi di Todd, Starr e John dovranno lasciare “General Hospital”. Infatti, Prospect Park, che secondo gli accordi stipulati con l’ABC ha il diritto di utilizzarli, avrebbe intenzione di puntare su di loro per rilanciare “Una vita da vivere” sul web, ma visto che i rispettivi interpreti (Roger Howarth, Kristen Alderson, Michael Easton) sono sotto contratto con il network la permanenza a Llanview potrebbe non essere molto lunga.
Sul riaffacciarsi nelle vicende di Pine Valley…
… segnaliamo le dichiarazioni di Vincent Irizarry (Dr. David Hayward) e Debbi Morgan (Angie Hubbard).
Irizarry: “Un anno fa pensavamo di avere ancora un lavoro e poi ce lo hanno tirato via da sotto i piedi come dei ladri nella notte. Comprendo perfettamente le difficoltà che hanno avuto. Hanno fatto uno sforzo titanico per riportare ‘La valle dei pini’ in vita su internet. E il merito maggiore spetta ai fan. Senza il loro forte sostegno non avremmo più avuto alcuna speranza”.
Morgan: “Quando ho letto la notizia che Prospect Park progettava ancora di realizzare il tutto, ho pensato che fossero dei pazzi e adesso sono completamente scioccata dal fatto che ci stiano riuscendo. E’ un fatto storico, le soap opera sono state le protagoniste anche del passaggio dalla radio alla televisione. Ci sono ancora delle luci e ombre, ma l’importante è farne parte!”.


Peter Reckell spiega i motivi del suo abbandono
Lo ha fatto in un’intervista a “Soap Opera Digest”, chiarendo che non si è trattato di una questione di soldi: “Il mio personaggio Bo non aveva storie, andar via era l’unica cosa che potessi fare”.


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lunedì 14 gennaio 2013

Importanti ritorni e trame sorprendenti a General Hospital; Steve Burton arriva a Genoa City; tutte le novità sul ritorno de La Valle dei Pini e Una vita da vivere; 12.000 episodi e rinnovo per Il tempo della nostra vita

Importanti ritorni e trame sorprendenti a “General Hospital”
Settimana ricca di notizie per la soap ambientata a Port Charles.
Partiamo da quella più clamorosa e attesa, ovvero la conferma del ritorno di Genie Francis. L’indimenticabile interprete della dolce Laura Webber Spencer inizierà a registrare le sue scene a fine mese, che andranno poi in onda dall’11 febbraio. Un bel modo per festeggiare il 50° anniversario della soap, che cadrà il 1° aprile, ma ancora non è stata resa nota la durata del contratto.
Dopo l’uscita di scena del suo personaggio di Genevieve Atkinson in “Febbre d’amore” a novembre, più voci davano il ritorno dell’attrice sul set della soap opera che l’ha resa famosa alla fine degli anni settanta, ma il capo sceneggiatore Ron Carlivati ha preferito attendere il momento più opportuno per farla rivedere.
“Non ho idea di quale storia sarò protagonista” ha dichiarato l’attrice in un’intervista, “ma il produttore Frank Valentini è una persona persuasiva, energetica, dal gran senso dell’umorismo e conoscendolo non ti può non venire il desiderio di lavorarci insieme. Mi ha assicurato che sarà bello recitare quanto hanno previsto per me e ho scelto di credergli”.
Come ricorderete in questa intervista che vi abbiamo proposto ad ottobre, il timore della Francis è di non spiegare plausibilmente il motivo per cui Laura si trovi a Parigi dal 2008. Secondo l’attrice tutto dovrebbe ripartire da questo punto. Ed ecco il video della sua ultima apparizione in città:

Già il 30 gennaio, invece, riapparirà in video dopo ben nove anni d’assenza Jon Lindstrom nelle vesti del Dr. Kevin Collins, o meglio del marito di Lucy Coe! L’ultima volta che si era visto in città era il luglio del 2004, quando partecipò con la moglie ai funerali di Lila Quartermaine (Anna Lee). Come spiega Ron Carlivati “sappiamo che in quell’occasione i due si erano riconciliati e che erano poi partiti alla volta di Parigi. Sulla scrivania della donna alla CoeCoe Cosmetics, tutti hanno potuto vedere una foto di loro due insieme, ma il grande dilemma è perché Lucy non ha ancora mai parlato di lui e qual è lo stato attuale della loro relazione?”
Nell’attesa di conoscere come si evolverà la vita sentimentale della donna più simpatica del teleromanzo, Lucy Coe vivrà nella puntata del 14 gennaio un autentico salto nel passato. Come anticipato da “TV Guide”, Lucy, mentre si trova al “Kelly’s”, si spaventerà alla vista del poliziotto John McBain (Michael Easton) e griderà il nome di Caleb, poiché lo scambierà per il vampiro interpretato dallo stesso Easton nello spin di “General Hospital”, “Port Charles”, e di cui la Coe era assoluta protagonista. Ma non è finita: quando dal bagno del locale esce poi Sam (Kelly Monaco), sarà presa ancor più dal panico poiché la crederà la demone Livvie, altra sua vecchia e temibile conoscenza. Terrorizzata, giungerà a colpire il poliziotto, che verrà trasportato in ospedale.
A proposito di questa vicenda, sempre Carlivati ha dichiarato che “non si tratta di un trucco. Consentirà lo sviluppo di una bella storia, ricca di mistero. Lucy è semplicemente impazzita o c’è qualcosa di più? E se non è matta, come mai John e Sam si sentono come se si fossero già incontrati?”
La trama diventerà ancor più intrigata quando Duke (Ian Buchanan), che in “Port Charles” interpretava il vampiro Joshua Temple, andrà a visitarla in prigione e la sua difesa sarà assunta da Alexis (Nancy Lee Grahn), la madre di Sam.
Invece ancora nulla di certo sul futuro di Jack Wagner a Port Charles. In un’intervista in occasione della sua partecipazione nel telefilm “Castle”, l’ex interprete dell’agente segreto Frisco Jones ha affermato di non saperne nulla: “Mi hanno chiamato in passato, ma poi la telefonata non ha avuto alcun seguito. So che a molti piacerebbe che tornassi a lavorare con la mia ex moglie Kristina Malandro (Felicia) ed entrambi vorremmo proprio che accadesse, anche se solo per un breve periodo. Sarebbe un bel modo per onorare ‘General Hospital’ che è stato fondamentale per la mia carriera e anche per quella di Kristina”.
Cosa vedremo nella puntata del 50° anniversario
Lo ha anticipato Frank Valentini in un’intervista rilasciata a “TV Guide”. Il produttore esecutivo ha rivelato che la puntata sarà incentrata sul galà di beneficenza “Nurses’ Ball” a favore della lotta contro l’AIDS, durante il quale, come da tradizione, il personaggio di Lucy Coe (Lynn Herring) rimarrà svestita sul palco. Inoltre, Lucy sarà protagonista di una storia che toccherà l’apice proprio al suo inizio. All’evento, oltre al cast attuale, si potrebbero rivedere Jacklyn Zeman (l’infermiera Bobbie Spencer), ancora in forse per una questione di budget, e Rachel Ames (Audrey Hardy), che data l’età (ha 83 anni) ha fatto sapere di voler presenziare seduta.
Valentini ha parlato anche di altri personaggi. A proposito di Robin ha dichiarato che “il suo ritorno come presenza fissa dipende solo dalla volontà di Kimberly McCullough e ci piacerebbe che venisse ritrovata da suo padre Robert”, mentre sulla possibilità di rivedere i figli di Laura (Lucky, Ethan e Nikolas) si sta lavorando su come incastrare i diversi impegni degli attori. Lo stesso si sta facendo per la madre di lei, Leslie (Denise Alexander) e per Frisco Jones (Jack Wagner), di cui abbiamo parlato precedentemente.
Per quanto riguarda invece i personaggi di “Una vita da vivere” (Todd Manning, John McBain e Starr Manning) trapiantatisi a Port Charles e i cui diritti d’utilizzo spetterebbero a Prospect Park, il produttore ha confidato che la questione è all’attenzione dell’ufficio legale dell’ABC.




Steve Burton: “Ecco cosa farò a Genoa City”
Come abbiamo riportato quindici giorni fa, è in procinto di apparire nelle vicende di “Febbre d’amore” Steve Burton, l’ex Jason Morgan Quartermaine di “General Hospital”. Invitato lo scorso 7 gennaio al programma pomeridiano della CBS, “The Talk”, l’attore ha dichiarato che nelle vicende di Genoa City interpreterà l’architetto ed ex veterano di guerra Dylan McAvoy, che arriverà in città per “incontrare qualcuno di speciale” (presumibilmente la sua passata fiamma Avery Clark, impersonata da Jessica Collins). Burton ha spiegato che “una delle ragioni che mi hanno indotto a firmare è la presenza di Jill Farren Phelps (adesso nuova produttrice di “Febbre d’amore” e fino ad un anno fa suo “capo” a “General Hospital”), per cui nutro grande rispetto”. Ma non solo: ha anche rivelato che con la Phelps sta sviluppando il progetto di adattare una telenovela sudamericana per il mercato statunitense, che vedrà probabilmente la partecipazione del premio Oscar James Franco (ex-Franco in “General Hospital”). Nei mesi di assenza dal video, ha vissuto a Nashville, dove risiedono la sua famiglia e figli, fino a quando non ha ricevuto la proposta del network. “Una settimana fa ero seduto in groppa al mio maiale, oggi sono qui a ‘The Talk’” ha scherzato l’attore.
Gli spettatori americani potranno vedere Burton nei nuovi panni di Dylan già a fine mese, precisamente dal prossimo 29 gennaio.




Tutte le novità sul ritorno de “La Valle dei Pini” e “Una vita da vivere”
La settimana scorsa Agnes Nixon lo aveva anticipato tramite la sua pagina Facebook. Adesso è giunta ufficialmente la conferma di Prospect Park sul ritorno in video delle due ex-soap targate ABC tramite le parole dei suoi dirigenti Jeff Kwatinetz e Rich Frank: “Siamo lieti di confermare che Prospect Park farà rivivere le amate ‘La valle dei pini’ e ‘Una vita da vivere’. Annunciamo anche la firma con le sigle SAG-AFTRA (Federazione americana degli artisti della televisione e radio) e DGA (Sindacato registi), e di aver contrattualizzato Agnes Nixon in qualità di consulente attiva sulle storie. Inoltre, informiamo di aver disposto i finanziamenti necessari per iniziare la produzione nel mese di febbraio. E’ nostro desiderio ringraziare tutto il pubblico fedele e quello di nuova generazione di entrambi gli sceneggiati per averci dimostrato che le storie d’amore non sono soltanto una prerogativa della televisione tradizionale. Il loro forte sostegno ci ha incoraggiato ad andare avanti ogni giorno con i nostri progetti. Non vediamo l’ora di condividere presto maggiori informazioni sulle future date di lancio”.
Possiamo già anticipare che le puntate saranno visibili all’interno del sito internet The Online Network (TOLN – theonlinenetwork.com), ma non sappiamo ancora se a pagamento e scaricabili anche al di fuori degli Stati Uniti come avrebbe intenzione di fare la società. Un buon segnale, però, in proposito arriva dal raggiungimento di un accordo con la WGA, il potente sindacato degli sceneggiatori.
Per quanto concerne i cast, dopo la notizia che al nuovo “La Valle dei Pini” si sono uniti anche Darnell Williams (Jesse Hubbard dal 1981-1988 e 2008-2011) e Jordi Vilasuso (Griffin Castillo dal 16 novembre 2010 al 12 settembre 2011), è giunta quella che il primo attore a firmare invece per “Una vita da vivere” è Jerry verDorn, conosciuto in Italia per aver interpretato l’avvocato Ross Marler in “Sentieri” dal 23 marzo 1979 all’11 ottobre 2005.
verDorn riprenderà quindi i panni di Clint Buchanan, che aveva indossato dal 25 ottobre 2005 al 13 gennaio 2012. Nell’immagine in alto vediamo l’attore con in mano proprio gli stivali di Clint, durante una manifestazione di beneficenza tenutasi lo scorso 7 ottobre e il cui ricavato della vendita è stato donato alla lega americana contro il cancro.
Originariamente il ruolo di Clint era stato recitato da Clint Ritchie, che lo aveva creato il 10 settembre 1979. Il 30 dicembre 1998 lo aveva però abbandonato in polemica con gli sceneggiatori, rei di aver distrutto il personaggio scrivendo il triangolo fra Clint, la moglie Viki (Erika Slezak) e Sloan Carpenter (Roy Thinnes) durato per diversi anni. Si è però rivisto nel 1999, 2003 e 2004. Nel 2005, quando la produzione si è resa conto che l’attore non aveva alcuna intenzione di lasciare il suo ranch in California, per tornare stabilmente a New York, si è deciso di sostituirlo con verDorn. Ritchie è deceduto il 31 gennaio 2009, a 70 anni, a causa di complicazioni sopravvenute in seguito ad un’operazione di bypass.


Inizio d’anno strepitoso per “Il tempo della nostra vita”
Gli abitanti di Salem non potevano festeggiare nel migliore dei modi l’avvento del 2013 e la messa in onda della 12.000a puntata, trasmessa venerdì scorso 11 gennaio. Jennifer Salke, presidente di NBC Entertainment, ha annunciato di aver rinnovato per un altro anno la produzione dello sceneggiato, il cui contratto sarebbe scaduto il prossimo settembre: “Ci complimentiamo con Ken Corday e tutto lo staff creativo per poter continuare a proporci storie eccitanti e nuovi personaggi”.
“Da più di quarant’anni ‘Il tempo della nostra vita’ ha saputo mantenere uno zoccolo duro di spettatori e continua sempre ad attrarne anche di più giovani” ha aggiunto Steve Mosko, Presidente di Sony Pictures Television. “Siamo orgogliosi della fiducia che NBC ci ha dimostrato durante tutte queste quattro decadi e di poter continuare a far parte della sua grande famiglia”.
Nella foto in alto, da sinistra:
il produttore esecutivo Greg Meng, Arianne Zucker (Nicole), Ken Corday ed Eric Martsolf (Brady).
Ken Corday, che nel 1982 ha preso le redini della soap dai genitori Ted e Betty che la crearono nel lontano 1965, ha dichiarato di essere euforico per il fatto di entrare ancora dopo tanti anni nelle case e nei cuori dei fan e “sono altrettante orgoglioso che il senso di famiglia creato da mio padre e mia madre ci accompagni tuttora oggi. E mentre celebriamo il traguardo dei 12.000 episodi con un cast incredibile e un forte sostegno dalla nostra rete, siamo eccitati al pensiero di tutto quello che ancora dovrà avvenire!”.
In più di 47 anni di messa in onda, il teleromanzo ha ottenuto 215 nomination ai Daytime Emmy, vincendone ben 32 tra cui recentemente quello di Miglior Sceneggiatura. Il suo successo deriva dall’impegno costante per l’eccellenza nella scrittura e narrazione, grazie anche ad un eterogeneo cast artistico e la “misteriosa” abilità nell’anticipare i gusti del pubblico. Le famiglie principali sono quelle dei Brady, degli Horton e DiMera, coinvolte in storie romantiche, avventurose, comiche e drammatiche.
Adesso, non ci resta che vedere la puntata dell’anniversario. Cosa accadrà? Una piccola anticipazione: Sami (interpretata da Alison Sweeney, che proprio in questi giorni festeggia il suo 20° anniversario di permanenza nella soap) e Rafe (Galen Gering) diventano sempre più intimi. Chloe (Nadia Bjorlin) trova un alleato nel suo tentativo di portare via Daniel (Shawn Christian) da Jennifer (Melissa Reeves). Nel frattempo, Gabi (Camila Banus), nonostante sia in attesa di un figlio da Will (Chandler Massey), è in procinto di sposare Nick (Blake Berris).



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lunedì 7 gennaio 2013

General Hospital e Una vita da vivere, parlano Frank Valentini e Ron Carlivati; Michael Graziadei lascia Febbre d’amore; Agnes Nixon conferma il ritorno de La Valle dei Pini e Una vita da vivere

General Hospital” e “Una vita da vivere”: parlano Valentini e Carlivati
In un’intervista doppia, Michael Fairman ha parlato con Frank Valentini Ron Carlivati, rispettivamente gli attuali produttore e capo sceneggiatore di “General Hospital”, nonché di “Una vita da vivere” fino ad un anno fa.
Partiamo proprio ripercorrendo i loro ricordi a proposito di questa, in particolare sulle sue ultime puntate.
Carlivati: “Ci sono stati momenti che mi hanno molto emozionato perché quando sono andate in onda sapevamo che non sarebbe più proseguita. E’ stato tutto incredibilmente triste, ma anche gratificante per il modo in cui siamo riusciti a mettere la parola ‘fine’, direi in un modo perfetto. In particolare attraverso la conclusione di “Fraternity Row”, il teleromanzo fittizio inserito nelle vicende, abbiamo potuto piangere insieme ai personaggi, ma anche di festeggiarli. Sul cliffhanger dell’ultima scena, in cui si vede prigioniero Victor Jr. (Trevor St. John), che tutti credevano morto, penso che nessuno se lo aspettasse anche se gli spettatori volevano rivederlo ancora una volta. E’ stata un’idea di Frank”.
Valentini: “Ron è riuscito a dare veramente ciò che il pubblico voleva, anzi credo anche di più. Il discorso di Vicki (Erika Slezak) sulle soap operas non era solo un proposito della scena, ma un modo per parlare di quello che il pubblico stesse vivendo dall’altro lato del televisore. Non c’è stato modo migliore per dirgli ‘Vi vogliamo bene’”.

Sulla loro proficua collaborazione:
Valentini: “I nostri ruoli sono molto chiari. Ron è il responsabile delle storie mentre io mi occupo della produzione, ma il nostro rapporto è talmente fluido che ci domandiamo sempre a vicenda se stiamo lavorando bene. Io sono un grande sostenitore dell’importanza di collaborare, ma allo stesso tempo è necessaria avere una sola visione precisa e Ron, come l’aveva per ‘Una vita da vivere’, la possiede per ‘General Hospital’ dato che lo seguiva da ragazzo”. Per questo credo che tutti funzioni. Il mio compito è far sì che le sue parole prendano vita ed è un piacere per me farlo. Ci sono delle situazioni in cui tutto si complica, ad esempio quando un attore decide di dedicarsi ad altro, e per questo è importante andare d’accordo”.
Carlivati: “Concordo con Frank. Ultimamente la nostra collaborazione ha raggiunto l’apice nella scena di ‘General Hospital’ in cui si scioglie il viso di Faison. Ero intimorito perché non sapevo come si potesse realizzarla e Frank, con un lampo di genio, mi ha detto che dovevamo soltanto fare una piccola esplosione sotto il plexi-glass e rompere il ghiaccio. Io mi aspettavo che alla fine venisse buttato qualcosa sul suo viso e si vedessero poi le sue mani sporche di maschera sciolta. Invece tutto questo non è stato fatto ed è così che la produzione e la sceneggiatura s’incontrano. Frank e i suoi ragazzi hanno fatto un lavoro meraviglioso. Fino alla fine non sapevo quale risultato avremmo potuto ottenere. Ho ancora ben impressa nella mente l’immagine dei capelli di Duke sulla testa di Faison”!
Prosegue Valentini: “Quando leggo le sceneggiature m’innervosisco in un primo momento perché penso a quanto possano essere costose le scene da realizzare. Poi ci sediamo da soli e cerchiamo il modo migliore per farle, è questo il nostro lavoro. Il compito della produzione è di venire incontro agli sceneggiatori, non possiamo sempre ostacolare la loro immaginazione. Ci sono già tanti vincoli sul loro lavoro come la disponibilità degli attori, la sicurezza, i tempi di produzione e di utilizzo del set. Perché allora aggiungerne degli altri? Questo non mi sembra la cosa giusta da fare”.
Termina Carlivati: “Frank mi lascia tutta la libertà che voglio nello scrivere le trame, ma fortunatamente mi blocca prima che precipiti in un baratro. Nella nostra relazione lavorativa è lui la voce della ragione. Io vorrei uno spettacolo sempre più scandaloso, di spingermi sempre più in là. Mi salva dai miei istinti peggiori mentre asseconda quelli migliori. Se ‘General Hospital’ è ben realizzato è merito soprattutto suo. Una cosa è leggerlo sulla carta, un’altra guardarlo sul video. Riesce sempre a superare tutte le mie aspettative”.
Sulla nuova vita di “General Hospital”, che si caratterizza per scene non più troppo lunghe, ritmo veloce, presenza di molti personaggi e non più di storie legate solo alla mafia:
Carlivati: “Questo è il mio stile di scrittura che avevo anche per ‘Una vita da vivere’, Mi piace scrivere per l’intero show. Comprendo che per il pubblico esistono solo alcuni attori o personaggi, ma io mi diverto di più a scrivere per tutti. Un altro aspetto che mi entusiasma è il fatto di riprendere il passato e di riproporre i personaggi che amavo quando da ragazzo lo seguivo. E devo ringraziare Dio che me lo hanno permesso di fare. Il mio obiettivo è di scrivere una soap moderna, attuale e contemporanea. Le soap sono anche nostalgia e l’eredità delle loro storie passate è ciò che le rende così speciali. ‘General Hospital’ sta per compiere 50 anni e credo che questa mia visione sia anche un regalo per la fedeltà degli spettatori che l’hanno seguito per così tanto tempo. Riportare indietro i vecchi personaggi era il mio obiettivo e rivedendoli in TV sento ‘General Hospital’ davvero come mio”.
Sulla possibilità che arrivino a Port Charles altri abitanti di Llanview:
Valentini:“ Se il loro ritorno è dettato da una storia importante e deteniamo i diritti su quei personaggi, perché no? Però bisogna comprendere anche i sentimenti dei fan di ‘General Hospital’ che desiderano proteggere il loro sceneggiato preferito da eventuali intrusi. Io sono come loro, anch’io voglio proteggere gli spettacoli a cui ho lavorato. Negli ultimi undici mesi abbiamo però dimostrato quanto amiamo il mondo di Port Charles riportando in scena attori di cui tutti sentivano la mancanza, invece di proporne dei nuovi. E tutto il cast ha compreso le motivazioni per cui sono stati introdotti quelli di Llanview e siamo felici di come siamo riusciti ad amalgamarli bene. Sono molto contento anche che siamo riusciti a far tornare Kimberly McCullough (Robin Scorpio). Era molto titubante, ma quando ha letto cosa Ron ha scritto per lei ha voluto assolutamente esserci. L’adoro come attrice e rispettiamo la sua volontà di dedicarsi alla sua carriera di regista, ma non avevamo nessuna intenzione di perderla. Lavoriamo in modo tale da lasciarle molto tempo libero e cerchiamo di divertirci il più possibile. Non è facile e a volte è anche costoso, ma credo che il gioco ne valga la pena”.
E grazie a Valentini e Carlivati…
… “General Hospital” è uno dei cinque programmi televisivi da non perdere nel 2013! Lo ha scritto recentemente il “New York Post” con la seguente motivazione: “Non c’è molto da celebrare nel mondo delle soap opera data la scomparsa di molti titoli e fan negli ultimi cinque anni. Ma quelli ancora in onda stanno compiendo grandi sforzi per continuare a tenere incollati davanti al video gli spettatori rimasti. Il più importante è ‘General Hospital’, che ha ripreso le sue storie alla cappa e spada tipiche degli anni Ottanta. Così abbiamo rivisto il ritorno della superspia Anna Devane interpretata da Finola Hughes, dimostrando che anche dopo i 40 anni le donne possono essere protagoniste e riaffermando il fatto che le trame ridicole degli anni Ottanta possano ancora affascinare”.
Gli altri quattro? I telefilm “Scandal”, “Burn Notice – Duro a morire”, “Treme” e “Nashville”.


Michael Graziadei
“Ecco perché vado via da Genoa City”
In un’intervista l’interprete di Daniel Romalotti Jr. ha spiegato i motivi che stanno dietro il suo abbandono di “Febbre d’amore”, dopo otto anni di permanenza: “Mi sono divertito molto ad essere Daniel e sono cresciuto insieme a lui, ma quando hai un contratto con una soap opera sei chiuso nel suo mondo ed è sempre la tua unica priorità”.
L’attore, entrato nel cast nel 2004 poco tempo dopo essersi trasferito dal New Hampshire, continua: “Non so cosa significhi essere senza lavoro in una città come Los Angeles, ma voglio prendere del tempo per me. Non ho potuto mai viaggiare o suonare la mia musica”. In tutti questi anni è riuscito però a ritagliarsi del tempo per partecipare anche ad altri telefilm, come “Mob Doctor”, “Justified” e “American Horror Story”: “Mi piacerebbe molto tornare in ‘American Horror Story’, ma non so quali siano i loro progetti. So soltanto che stanno riportando indietro diversi personaggi”. E della co-star Jessica Lange dice: “E’ incredibilmente sexy ed è una gioia lavorare con lei. Appena entra sul set, tutto si trasforma. E’ incredibile”.
Nel corso della permanenza a Genoa City, Daniel è stato protagonista di molte storie (una truffa nel mondo dell’arte, il furto di soldi da un cadavere, essere drogato da una ragazza per restare incinta di lui, dipendenza da siti pornografici), ma quella che ritiene più importante è quella legata alla tragica morte di Cassie Newman (Camryn Grimes), che ha permesso di affrontare il tema dell’abuso di alcool da parte dei più giovani.
Il 30 novembre è stato il suo ultimo giorno sul set e per l’occasione tutto il cast ha voluto festeggiarlo: “Mi sono sentito a disagio, non mi piace stare al centro dell’attenzione. Sono stato molto fortunato a lavorare con tutti loro, in particolare con Michelle Stafford (Phyllis) per tutto l’affetto che mi ha dimostrato. Sono felice che il mio personaggio non sia stato ucciso (è uscito di scena lo scorso 2 gennaio). Non sono andato via sbattendo la porta, ma la vita avanti”.



Agnes Nixon conferma il ritorno de “La Valle dei Pini” e “Una vita da vivere”
La leggendaria creatrice dei due teleromanzi lo ha scritto in un post all’interno della sua pagina Facebook: “Cari amici, quello che state per leggere è il mio comunicato che diffonderò a breve per la stampa, ma ho voluto condividerlo con voi per primi. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il vostro incrollabile sostegno”.
Ed ecco il testo del comunicato:
“Noi delle famiglie di ‘Una vita da vivere’ e ‘La valle dei pini’ siamo entusiasti di portare nelle case dei nostri cari spettatori nuove storie provenienti da Llanview e Pine Valley.
Sono orgogliosa che tanti attori abbiano deciso di riportare in scena i loro personaggi.
Sono particolarmente grata a Prospect Park per aver creduto nella transizione su internet di questi due spettacoli drammatici. E’ un grande momento storico, come esattamente accadde quando la televisione prese il posto della radio”.
E intanto nella rediviva famiglia de “La Valle dei Pini” farà ritorno anche Debbi Morgan, l’indimenticabile interprete di Angie Hubbard. Lo ha annunciato la stessa attrice tramite il suo profilo Twitter, nel quale ha voluto anche ringraziare proprio Agnes Nixon definendola “il suo eroe”:


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