lunedì 7 gennaio 2013

General Hospital e Una vita da vivere, parlano Frank Valentini e Ron Carlivati; Michael Graziadei lascia Febbre d’amore; Agnes Nixon conferma il ritorno de La Valle dei Pini e Una vita da vivere

General Hospital” e “Una vita da vivere”: parlano Valentini e Carlivati
In un’intervista doppia, Michael Fairman ha parlato con Frank Valentini Ron Carlivati, rispettivamente gli attuali produttore e capo sceneggiatore di “General Hospital”, nonché di “Una vita da vivere” fino ad un anno fa.
Partiamo proprio ripercorrendo i loro ricordi a proposito di questa, in particolare sulle sue ultime puntate.
Carlivati: “Ci sono stati momenti che mi hanno molto emozionato perché quando sono andate in onda sapevamo che non sarebbe più proseguita. E’ stato tutto incredibilmente triste, ma anche gratificante per il modo in cui siamo riusciti a mettere la parola ‘fine’, direi in un modo perfetto. In particolare attraverso la conclusione di “Fraternity Row”, il teleromanzo fittizio inserito nelle vicende, abbiamo potuto piangere insieme ai personaggi, ma anche di festeggiarli. Sul cliffhanger dell’ultima scena, in cui si vede prigioniero Victor Jr. (Trevor St. John), che tutti credevano morto, penso che nessuno se lo aspettasse anche se gli spettatori volevano rivederlo ancora una volta. E’ stata un’idea di Frank”.
Valentini: “Ron è riuscito a dare veramente ciò che il pubblico voleva, anzi credo anche di più. Il discorso di Vicki (Erika Slezak) sulle soap operas non era solo un proposito della scena, ma un modo per parlare di quello che il pubblico stesse vivendo dall’altro lato del televisore. Non c’è stato modo migliore per dirgli ‘Vi vogliamo bene’”.

Sulla loro proficua collaborazione:
Valentini: “I nostri ruoli sono molto chiari. Ron è il responsabile delle storie mentre io mi occupo della produzione, ma il nostro rapporto è talmente fluido che ci domandiamo sempre a vicenda se stiamo lavorando bene. Io sono un grande sostenitore dell’importanza di collaborare, ma allo stesso tempo è necessaria avere una sola visione precisa e Ron, come l’aveva per ‘Una vita da vivere’, la possiede per ‘General Hospital’ dato che lo seguiva da ragazzo”. Per questo credo che tutti funzioni. Il mio compito è far sì che le sue parole prendano vita ed è un piacere per me farlo. Ci sono delle situazioni in cui tutto si complica, ad esempio quando un attore decide di dedicarsi ad altro, e per questo è importante andare d’accordo”.
Carlivati: “Concordo con Frank. Ultimamente la nostra collaborazione ha raggiunto l’apice nella scena di ‘General Hospital’ in cui si scioglie il viso di Faison. Ero intimorito perché non sapevo come si potesse realizzarla e Frank, con un lampo di genio, mi ha detto che dovevamo soltanto fare una piccola esplosione sotto il plexi-glass e rompere il ghiaccio. Io mi aspettavo che alla fine venisse buttato qualcosa sul suo viso e si vedessero poi le sue mani sporche di maschera sciolta. Invece tutto questo non è stato fatto ed è così che la produzione e la sceneggiatura s’incontrano. Frank e i suoi ragazzi hanno fatto un lavoro meraviglioso. Fino alla fine non sapevo quale risultato avremmo potuto ottenere. Ho ancora ben impressa nella mente l’immagine dei capelli di Duke sulla testa di Faison”!
Prosegue Valentini: “Quando leggo le sceneggiature m’innervosisco in un primo momento perché penso a quanto possano essere costose le scene da realizzare. Poi ci sediamo da soli e cerchiamo il modo migliore per farle, è questo il nostro lavoro. Il compito della produzione è di venire incontro agli sceneggiatori, non possiamo sempre ostacolare la loro immaginazione. Ci sono già tanti vincoli sul loro lavoro come la disponibilità degli attori, la sicurezza, i tempi di produzione e di utilizzo del set. Perché allora aggiungerne degli altri? Questo non mi sembra la cosa giusta da fare”.
Termina Carlivati: “Frank mi lascia tutta la libertà che voglio nello scrivere le trame, ma fortunatamente mi blocca prima che precipiti in un baratro. Nella nostra relazione lavorativa è lui la voce della ragione. Io vorrei uno spettacolo sempre più scandaloso, di spingermi sempre più in là. Mi salva dai miei istinti peggiori mentre asseconda quelli migliori. Se ‘General Hospital’ è ben realizzato è merito soprattutto suo. Una cosa è leggerlo sulla carta, un’altra guardarlo sul video. Riesce sempre a superare tutte le mie aspettative”.
Sulla nuova vita di “General Hospital”, che si caratterizza per scene non più troppo lunghe, ritmo veloce, presenza di molti personaggi e non più di storie legate solo alla mafia:
Carlivati: “Questo è il mio stile di scrittura che avevo anche per ‘Una vita da vivere’, Mi piace scrivere per l’intero show. Comprendo che per il pubblico esistono solo alcuni attori o personaggi, ma io mi diverto di più a scrivere per tutti. Un altro aspetto che mi entusiasma è il fatto di riprendere il passato e di riproporre i personaggi che amavo quando da ragazzo lo seguivo. E devo ringraziare Dio che me lo hanno permesso di fare. Il mio obiettivo è di scrivere una soap moderna, attuale e contemporanea. Le soap sono anche nostalgia e l’eredità delle loro storie passate è ciò che le rende così speciali. ‘General Hospital’ sta per compiere 50 anni e credo che questa mia visione sia anche un regalo per la fedeltà degli spettatori che l’hanno seguito per così tanto tempo. Riportare indietro i vecchi personaggi era il mio obiettivo e rivedendoli in TV sento ‘General Hospital’ davvero come mio”.
Sulla possibilità che arrivino a Port Charles altri abitanti di Llanview:
Valentini:“ Se il loro ritorno è dettato da una storia importante e deteniamo i diritti su quei personaggi, perché no? Però bisogna comprendere anche i sentimenti dei fan di ‘General Hospital’ che desiderano proteggere il loro sceneggiato preferito da eventuali intrusi. Io sono come loro, anch’io voglio proteggere gli spettacoli a cui ho lavorato. Negli ultimi undici mesi abbiamo però dimostrato quanto amiamo il mondo di Port Charles riportando in scena attori di cui tutti sentivano la mancanza, invece di proporne dei nuovi. E tutto il cast ha compreso le motivazioni per cui sono stati introdotti quelli di Llanview e siamo felici di come siamo riusciti ad amalgamarli bene. Sono molto contento anche che siamo riusciti a far tornare Kimberly McCullough (Robin Scorpio). Era molto titubante, ma quando ha letto cosa Ron ha scritto per lei ha voluto assolutamente esserci. L’adoro come attrice e rispettiamo la sua volontà di dedicarsi alla sua carriera di regista, ma non avevamo nessuna intenzione di perderla. Lavoriamo in modo tale da lasciarle molto tempo libero e cerchiamo di divertirci il più possibile. Non è facile e a volte è anche costoso, ma credo che il gioco ne valga la pena”.
E grazie a Valentini e Carlivati…
… “General Hospital” è uno dei cinque programmi televisivi da non perdere nel 2013! Lo ha scritto recentemente il “New York Post” con la seguente motivazione: “Non c’è molto da celebrare nel mondo delle soap opera data la scomparsa di molti titoli e fan negli ultimi cinque anni. Ma quelli ancora in onda stanno compiendo grandi sforzi per continuare a tenere incollati davanti al video gli spettatori rimasti. Il più importante è ‘General Hospital’, che ha ripreso le sue storie alla cappa e spada tipiche degli anni Ottanta. Così abbiamo rivisto il ritorno della superspia Anna Devane interpretata da Finola Hughes, dimostrando che anche dopo i 40 anni le donne possono essere protagoniste e riaffermando il fatto che le trame ridicole degli anni Ottanta possano ancora affascinare”.
Gli altri quattro? I telefilm “Scandal”, “Burn Notice – Duro a morire”, “Treme” e “Nashville”.


Michael Graziadei
“Ecco perché vado via da Genoa City”
In un’intervista l’interprete di Daniel Romalotti Jr. ha spiegato i motivi che stanno dietro il suo abbandono di “Febbre d’amore”, dopo otto anni di permanenza: “Mi sono divertito molto ad essere Daniel e sono cresciuto insieme a lui, ma quando hai un contratto con una soap opera sei chiuso nel suo mondo ed è sempre la tua unica priorità”.
L’attore, entrato nel cast nel 2004 poco tempo dopo essersi trasferito dal New Hampshire, continua: “Non so cosa significhi essere senza lavoro in una città come Los Angeles, ma voglio prendere del tempo per me. Non ho potuto mai viaggiare o suonare la mia musica”. In tutti questi anni è riuscito però a ritagliarsi del tempo per partecipare anche ad altri telefilm, come “Mob Doctor”, “Justified” e “American Horror Story”: “Mi piacerebbe molto tornare in ‘American Horror Story’, ma non so quali siano i loro progetti. So soltanto che stanno riportando indietro diversi personaggi”. E della co-star Jessica Lange dice: “E’ incredibilmente sexy ed è una gioia lavorare con lei. Appena entra sul set, tutto si trasforma. E’ incredibile”.
Nel corso della permanenza a Genoa City, Daniel è stato protagonista di molte storie (una truffa nel mondo dell’arte, il furto di soldi da un cadavere, essere drogato da una ragazza per restare incinta di lui, dipendenza da siti pornografici), ma quella che ritiene più importante è quella legata alla tragica morte di Cassie Newman (Camryn Grimes), che ha permesso di affrontare il tema dell’abuso di alcool da parte dei più giovani.
Il 30 novembre è stato il suo ultimo giorno sul set e per l’occasione tutto il cast ha voluto festeggiarlo: “Mi sono sentito a disagio, non mi piace stare al centro dell’attenzione. Sono stato molto fortunato a lavorare con tutti loro, in particolare con Michelle Stafford (Phyllis) per tutto l’affetto che mi ha dimostrato. Sono felice che il mio personaggio non sia stato ucciso (è uscito di scena lo scorso 2 gennaio). Non sono andato via sbattendo la porta, ma la vita avanti”.



Agnes Nixon conferma il ritorno de “La Valle dei Pini” e “Una vita da vivere”
La leggendaria creatrice dei due teleromanzi lo ha scritto in un post all’interno della sua pagina Facebook: “Cari amici, quello che state per leggere è il mio comunicato che diffonderò a breve per la stampa, ma ho voluto condividerlo con voi per primi. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il vostro incrollabile sostegno”.
Ed ecco il testo del comunicato:
“Noi delle famiglie di ‘Una vita da vivere’ e ‘La valle dei pini’ siamo entusiasti di portare nelle case dei nostri cari spettatori nuove storie provenienti da Llanview e Pine Valley.
Sono orgogliosa che tanti attori abbiano deciso di riportare in scena i loro personaggi.
Sono particolarmente grata a Prospect Park per aver creduto nella transizione su internet di questi due spettacoli drammatici. E’ un grande momento storico, come esattamente accadde quando la televisione prese il posto della radio”.
E intanto nella rediviva famiglia de “La Valle dei Pini” farà ritorno anche Debbi Morgan, l’indimenticabile interprete di Angie Hubbard. Lo ha annunciato la stessa attrice tramite il suo profilo Twitter, nel quale ha voluto anche ringraziare proprio Agnes Nixon definendola “il suo eroe”:


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lunedì 31 dicembre 2012

L’ABC sta digitalizzando gli anni Ottanta di General Hospital; il punto sul ritorno de La Valle dei Pini e Una vita da vivere; a Beautiful il primo Natale senza Stephanie; novità e conferme a Genoa City; ricordando Aspettando il domani

ESCLUSIVA MONDIALE: l’ABC sta digitalizzando gli anni Ottanta di “General Hospital”!
La conferma arriva direttamente da John Stamos, l’indimenticabile interprete di Blackie Parrish fra il 1983 e 1984. Nei giorni scorsi è stato visto aggirarsi in un mega bunker in Virgina, dove si sta procedendo alla digitalizzazione delle vecchie pellicole e VHS dell’Universal e dell’ABC. Per quanto riguarda la soap opera ambientata a Port Charles, a detta dell’attore, le cassette sarebbero centinaia!




Il ritorno de “La Valle dei Pini” e “Una vita da vivere”: il punto della situazione
Dopo la bella sorpresa natalizia di cui abbiamo scritto sette giorni fa, altri importanti particolari sono stati diffusi nei giorni scorsi a proposito della ripresa sul Web de “La valle dei pini” e “Una vita da vivere”. Iniziamo con ordine:
  • l’ABC ha concesso a Prospect Park la proroga di un mese per poter iniziare la produzione dei due teleromanzi. Negli accordi iniziali, infatti, il termine ultimo per cominciarla era stato fissato al 31 gennaio del 2013, ora posticipato al successivo 28 febbraio;
  •  le riprese si effettueranno presso gli studi situati a Stamford, nello stato del Connecticut;
  • gli episodi avranno durata di trenta minuti e andranno in onda dal lunedì al giovedì (il venerdì sarà proposto una sorta di “meglio della settimana”).
Altri passi in avanti sono stati compiuti con la nomina dei produttori esecutivi: le storie di Pine Valley saranno curate da Ginger Smith che, dal 1996 e sino alla sua conclusione, ha già lavorato nella soap anche come sceneggiatrice mentre quelle di Llanview da Jennifer Pepperman, nel cui curriculum figura di aver collaborato anche a “Sentieri” e “Così gira il mondo”, per cui ha vinto un Emmy nel 2007.
Passiamo ora al fronte artistico.
Venerdì 29 Vincent Irizzarry, tramite Facebook, ha annunciato di aver firmato un contratto per tornare ad interpretare lo psicopatico Dr. David Hayward:
“Sono felice di comunicarvi che ho appena firmato con Prospect Park per il ritorno de “La valle dei pini!”Sono eccitato dal riportare in vita quel bastardo del Dr. David, così come ho fatto per molti altri, e di rivedere tutti i miei cari amici di Pine Valley. Un grazie speciale lo voglio dare a tutti i fan per la loro tenacia nel voler mantenere viva la speranza. Siete fantastici!!! Teniamo tutti le dita incrociate affinché il sogno diventi realtà”.
Sempre a Pine Valley si rivedrà anche Lindsay Hartley, che aveva recitato la parte della Dott.ssa Cara Castillo dal 7 dicembre 2010 al settembre 2011. Prima de La valle dei pini” l’attrice si era vista in “Passions” (Theresa Lopez-Fitzgerald Crane Winthrop) e ne “Il tempo della nostra vita” (Arianna Hernandez).
Per quanto riguarda, invece, la programmazione non è stato ancora reso noto su quale piattaforma internet saranno proposte, ma in compenso sono state diffuse le royalty a titolo di diritti che Prospect Park dovrà versare all’ABC e, con grande sorpresa, risultano essere maggiori per “La valle dei pini” anziché per “Una vita da vivere”. Più in dettaglio:
1)      per “La valle dei pini” la società dovrà versare 4,5 milioni di dollari fino al 2014, 5 nel biennio 2015-17 con un’addizionale di mezzo milione per anno fra il 2018 e il 2021;
2)      per “Una vita da vivere”, invece, 4 milioni di dollari fino al 2014, 4,5 nel biennio 2015-17 con un’addizionale sempre di mezzo milione per anno fra il 2018 e il 2021.


Il primo Natale senza Stephanie
Un Natale dimesso è stato quello vissuto a Los Angeles. Nella puntata del 26 dicembre, gli spettatori americani hanno assistito alla tristezza di Eric (John McCook) che, per ricordare la sua amata Stephanie, ha voluto trascorrere la serata assistendo ad un concerto delle Celtic Woman, il gruppo musicale che aveva allietato la festa di addio della moglie. Dopo aver versato del Martini in due calici, uno proprio per Stephanie come se fosse ancora accanto a lui, il patriarca dei Forrester viene raggiunto al concerto dal resto della famiglia dietro rivelazione di Pam (Alley Mills) e, insieme, intonano uno struggente “Merry Christmas”.
Oltre nei flashback, Susan Flannery compare anche in un cameo finale per augurare a tutti gli spettatori della soap “Buon Natale”!

Novità e conferme a Genoa City
Iniziamo dalle conferme. Nonostante le voci che lo dessero fuori dal cast per sua volontà poiché scontento delle ultime trame che lo coinvolgevano, Billy Miller ha sorpreso invece tutti firmando un nuovo contratto con lo sceneggiato. Lo ha reso noto la rivista “CBS Soaps in Depht”, non precisando però la durata del nuovo impegno.
Nato a Tulsa in Oklahoma il 17 settembre 1979, dopo il diploma al college si trasferisce a Los Angeles dove inizia la carriera di modello. A 24 anni supera un provino video per “Così gira il mondo”, ma a causa della poco professionalità dell’agenzia che lo rappresenta non si reca all’audizione, cagionandogli la perdita del lavoro e il fermo nell’attività di attore per ben ventiquattro mesi. Il 30 agosto 2007 dà vita a Richie Novak, il fratello omicida di Annie Lavery ne “La valle dei pini”, parte che interpreterà sino al 19 settembre 2008. Lo stesso giorno debutta anche a “Febbre d’amore” come Billy, ruolo per cui vince un Emmy come Miglior Attore non Protagonista nel 2010. Prima di lui, nelle vesti del figlio di Jill e John Abbott, gli spettatori avevano ammirato David Tom (26 luglio 1999 – 15 agosto 2002), Ryan Brown (26 dicembre 2002 – 16 luglio 2003) e Scott Seymour (15 agosto – 9 novembre 2006).
Continuiamo con le novità. Come riportato da “TV Guide”, in città arriverà presto Steve Burton, meglio noto come Jason Quartermaine nell’eterna rivale “General Hospital”. Dopo la sua fuoriuscita dalla soap lo scorso 30 ottobre, la nuova produttrice Jill Farren Phelps di “Febbre d’amore” e suo “vecchio” capo nel mondo di Port Charles, lo ha voluto subito con sé. Non a caso, durante tutta la sua permanenza nel teleromanzo dell’ABC, quello di Jason è sempre stato un personaggio di primissimo piano, spesso coinvolto nei loschi affari del malavitoso Sonny Corinthos.
Nato a Indianapolis (Indiana) il 28 giugno 1970, Burton si è visto nella cittadina portuale situata nello stato di New York dal 19 dicembre 1991 al 27 gennaio 2000. Poi dal 25 agosto 2000 per sei settimane e dal 29 gennaio al 29 aprile 2001. Infine dal maggio 2002 sino a due mesi fa.
In attesa di avere maggiori novità in proposito, vediamo adesso il promo della soap che anticipa cosa gli spettatori d’oltreoceano vedranno nei giorni futuri:


Ricordando “Aspettando il domani”
Il 26 dicembre del 1986 il teleromanzo ambientato a Henderson, una cittadina fittizia situata nei pressi di Chicago, si congedava per sempre dai suoi più affezionati spettatori.
Ideato da Roy Winsor e il primo scritto da Agnes Nixon (qui accreditata come Agnes Eckhardt), debuttò sulla CBS nell’ormai lontano 3 settembre 1951, che lo trasmise fino al 26 marzo 1982. Dal successivo 29 si trasferì sulla NBC, che nel frattempo ne aveva acquistato i diritti e cancellandolo anch’essa, poco più di quattro anni dopo, sempre per i bassi ascolti ottenuti.
Protagonista assoluta era la famiglia di Joanne Gardner (interpretata per tutti i 35 anni dalla leggendaria Mary Stuart), nella cui cucina sempre aperta ognuno poteva ricevere una calda tazza di caffè e una parola di conforto. E proprio la frase pronunciata da Jo,“Il domani non può aspettare”, ha posto la parola fine alle vicende:
“Aspettando il Domani” è stata la prima soap opera ad arrivare in Italia. Trasmessa da Canale 5 dal 18 gennaio 1982 nell’importante slot orario delle 20.00, vogliamo ricordare il suo passaggio anche nel nostro Paese proponendo il video della sua seconda sigla, con in sottofondo il motivo “I’ll be over you” cantato dal gruppo dei Toto:


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lunedì 24 dicembre 2012

Il nuovo CD di Ronn Moss; il ritorno di Lucy Coe a General Hospital; riprendono La Valle dei Pini e Una vita da vivere?; Stephen Nichols lascia Febbre d’amore

Il nuovo CD di Ronn Moss
Il 26 febbraio la Frontiers Records pubblicherà in America, a quasi vent’anni di distanza dall’ultimo, il nuovo album dei Player, la rock band fondata da Ronn Moss. “Too Many Reasons”, questo il titolo, conterrà dodici canzoni inedite e una versione acustica di “Baby Come Back”, il singolo che li portò al successo nel 1978.


Il ritorno di Lucy Coe
Dopo una lunga attesa, lunedì 17 si è rivista in “General Hospital” Lucy Coe, sempre interpretata da Lynn Herring.
Dopo la cancellazione dello spin-off “Port Charles” nel 2003 in cui era indiscussa protagonista insieme al marito Kevin Collins (Jon Lindstrom), della sexy bibliotecaria e mangiauomini se ne erano perse le tracce a Parigi, a parte una breve comparsata nel luglio del 2004 per presenziare al funerale di Lila Quartermaine (Anna Lee). Con lei è tornata anche Meredith Vieira, nota giornalista e presentatrice della versione statunitense di “Chi vuol essere milionario”, che aveva partecipato alla soap una decina di anni fa nei panni di Bree Flanders, la proprietaria di un’agenzia di escort, adesso responsabile marketing della CoeCoe Cosmetics con sede a New York.
La riapparizione di Lucy è dovuta all’intraprendenza di Felix (Marc Anthony Samuel) e Sabrina (Teresa Castillo), due giovani studenti infermieri del General Hospital che desiderano ripristinare con il suo aiuto il Nurse’s Ball, la settimana di divertimento a base di canti e balli animati da tutta la cittadinanza con l’obiettivo di raccogliere fondi per la lotto contro l’AIDS e in cui immancabilmente la donna restava senza vestiti sul palco. Ci riusciranno? Intanto vediamo il video dell’incontro. In questo episodio altri due importanti colpi di scena: Anna ritrova Duke mentre Robert rivede la figlia Robin!
Nella foto il produttore Frank Valentini fra Lynn Herring (a destra) e Meredith Vieira (a sinistra)
Volti nuovi a Port Charles
Conosciamo adesso meglio Teresa Castillo e Marc Anthony Samuel.
Vista nei telefilm più cool del momento (fra cui “Ti presento i miei”, “La vita segreta di una teenager americana”, “iCarly”, “Bones”, “Cold Case” e “90210”), la Castillo è entrata nel cast il 19 settembre con un contratto da protagonista. La sua Sabrina è innamorata senza successo di Patrick Drake (Jason Thompson), vivrà prossimamente non solo un’infuocata storia d’amore con l’affascinante medico, ma scoprirà di essere, con molta probabilità, una stretta parente di un abitante di primo piano della cittadina portuale.
Marc Anthony Samuel, invece, è un volto abbastanza nuovo per la televisione. L’unico suo ruolo degno di nota è in un doppio episodio di “NCIS”, ma, a differenza di questo, quello di Felix Dubois non passerà inosservato. Entrato soltanto dallo scorso 4 dicembre, Felix ha destato immediatamente innumerevoli polemiche sul web per la sua omosessualità stereotipata, in particolare per la scena in cui offre a Sabrina un rossetto per apparire meno dimessa. A sua difesa è sceso in campo personalmente il capo sceneggiatore Ron Carlivati, che ha rivendicato non solo la propria “gayezza” per non dar adito a nessun tipo di forma di sua ignoranza in materia, ma anche che, nel corso della sua carriera ha dato vita ad almeno 6 personaggi omosex, senza contare la prima scena di sesso fra due uomini nel daytime, matrimoni e storie d’amore fra persone appartenenti allo stesso sesso. E, in relazione a Felix, ha voluto spiegare che, a tempo perso, vende cosmetici per pagarsi gli studi. Ecco la scena “incriminata”:



Anno nuovo, vecchie soap?
Inaspettato e gradito regalo di Natale hanno trovato quest’anno sotto l’albero i fans americani de “La Valle dei Pini” e “Una vita da vivere”. Secondo quanto anticipato dal sito “Deadline.com”, Prospect Park avrebbe rinnovato con l’ABC l’opzione entro fine febbraio 2013 di riavviare il prossimo anno la produzione dei due teleromanzi.
Come ricorderete, nel luglio dello scorso anno la società aveva acquistato dal network la licenza per proporle via web, ma nel successivo novembre aveva gettato la spugna a causa del mancato raggiungimento di un accordo con le sigle sindacali che tutelano i diritti dei lavoratori dello spettacolo. Adesso questi ostacoli sarebbero stati superati, tranne però con la WGA (Writers Guild of America): intenzione di Prospect Park è, infatti, assumere sceneggiatori indipendenti e non legati al potente sindacato. Nel frattempo, sono anche iniziati i colloqui preliminari con gli attori, Susan Lucci compresa. Il discorso, però, si preannuncerebbe difficile per “Una vita da vivere”: gli artefici del suo successo, il produttore Frank Valentini e il capo sceneggiatore Ron Carlivati, sono su “General Hospital” e hanno portato con sé i personaggi di Llanview più amati.




Ancora un addio a Genoa City
Dopo l’annuncio della settimana scorsa delle uscite di Michael Graziadei (Daniel Romalotti) e Jeff Branson (l’agente dell’FBI Ronan Malloy), si è aggiunto in questa quello di Stephen Nichols, ovvero Tucker McCall, il figlio scomparso di Katherine Chancellor.
L’attore, apparso per la prima volta nelle vicende il 27 gennaio 2010, ha registrato il 17 dicembre la sua ultima scena. Prima di lui, il ruolo di Tucker era stato brevemente interpretato da William Russ (“Crescere, che fatica!”) con l’obiettivo di divenire il nuovo Victor Newman della città in seguito alla rottura dei rapporti fra il suo interprete Eric Braeden e la produzione, ma in seguito al suo ritorno il personaggio venne riscritto comportandone così la sostituzione dell’interprete.
Adesso si stanno susseguendo una ridda di voci sul suo futuro: tornerà a “General Hospital”, dove ha recitato dal 1996 al 2003 nei panni di Stefan Cassadine, oppure ne “Il tempo della nostra vita” dove fu l’indimenticabile Steve “Patch” Johnson (1985-1990 e 2006-2009)?


Buon Natale con “General Hospital”!
Concludiamo questo post natalizio proponendo un video in tema: in passato, la sera di Natale, era tradizione per tutti gli abitanti di Port Charles riunirsi al General Hospital per ascoltare il racconto della nascita di Gesù che il Dr. Steve Hardy (John Berardino) faceva ai piccoli pazienti. Di seguito quello risalente al 1990:


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lunedì 17 dicembre 2012

Natale di addii a Genoa City; Scott Reeves lascia General Hospital; Catherine Hickland si sposa; addio a Paul Rauch

Natale di addii a Genoa City
Il 30 novembre il cast di “Febbre d’amore” ha salutato Michael Graziadei, nel suo ultimo giorno di presenza sul set.
L’interprete di Daniel Romalotti non è stato licenziato come accaduto ad alcuni suoi colleghi nelle settimane passate, ma è stata sua la decisione di andarsene allo scadere naturale del contratto. L’attore era presente nelle vicende fin dal 2004.
Graziadei non è però l’unico a lasciare. E’ infatti già uscito di scena anche Jeff Branson, dal giugno 2010 l’agente dell’FBI Ronan Malloy e figlio segreto di Nina (Tricia Cast), che le fu rapito appena nato. L’attore lo ha rivelato in una recente intervista, spiegando che si è trattata di una palese decisione della produzione: “Il mio contratto di sei mesi è scaduto e né Jill Farren Phelps, né Josh Griffith hanno dimostrato interesse su una mia permanenza. Ne avremmo potuto parlare, ma su questo aspetto non posso esercitare nessun tipo di controllo. Mi sento come un pallone gettato via e non so chi ne sia responsabile”.
“Tricia Cast è un’attrice favolosa. Mi auguravo profondamente di poter recitare insieme molto di più. Fra i nostri personaggi c’era così tanta storia da esplorare e avrebbero anche potuto riportare indietro in scena Chance Chancellor. Avrei raccontato tutte queste possibilità alla produttrice Jill Farren Phelps se mi avesse chiamato, io comunque continuo a restare accanto al telefono. Se Ronan tornasse, mi piacerebbe che fosse approfondita la storia d’amore con Phyllis (Michelle Stafford). Aveva un grande potenziale, molto di più che sorseggiare una birra in pizzeria”.
A proposito della storyline sul bullismo in cui è coinvolto il suo personaggio: “E’ frustrante per me non esserci, ma ripeto è al di fuori del mio controllo. Hanno deciso che prendesse una piega diversa, anche se io mi auguravo che non fosse così. E’ una storia estremamente importante e, anche se io non ne farò più parte, sono felice che ci sia e che ne si parli. I ragazzi ne sono danneggiati e i social network amplificano il bullismo di 800 volte, rendendolo ancora più pericoloso. Questa storia l’ho lasciata nelle buone mani di Christian LeBlanc (Michael Baldwin), che è un grandissimo attore e so che andrà tutto per il meglio. Sono felice di averne fatto parte, anche se per poco tempo”.
Febbre d’amore” è la terza esperienza di Branson nel mondo dei teleromanzi: ha al suo attivo, infatti, importanti partecipazioni anche ne “La valle dei pini” (Jonathan Lavery dal 15 giugno 2004 al 18 dicembre 2007) e “Sentieri” (Shayne Lewis dal 2008 al 18 settembre 2009). Proprio per il ruolo del figlio di Reva e Josh ha vinto l’Emmy come Miglior Attore non Protagonista nel 2009.


Scott Reeves via da Port Charles
In Italia lo ricordiamo per aver interpretato Ryan McNeil in “Febbre d’amore”, ma dal 9 dicembre 2009 gli americani lo vedono in “General Hospital” nel ruolo del Dr. Steven “Steve” Lars Webber, il figlio di Heather recentemente tornata in scena. Adesso, però, non sarà più così perchè come annunciato dallo stesso attore via Twitter da febbraio non farà più parte della soap: mercoledì scorso ha infatti girato il suo ultimo episodio.


Un Natale speciale per Catherine Hickland
Quest’anno sarà proprio un bel Natale per Catherine Hickland. L’indimenticabile interprete di Julie Clegg in “Capitol” convolerà a nozze il prossimo 22 dicembre con Todd Fisher, un uomo d’affari meglio conosciuto per essere il figlio di Debbie Reynolds e fratello di Carrie Fisher.
Per l’attrice si tratterà del terzo matrimonio: dal 24 marzo 1984 al primo marzo 1989 è stata sposata con David Hasselhoff (il protagonista di “Supercar”) mentre da 27 giugno 1992 al 2006 con Michael Knight (il famoso Tad Martin ne “La valle dei pini”).
In Italia la Hickland è nota per essere stata anche fra le interpreti della soap-hit “Quando si ama” nei panni di Tess Wilder fra il 1993 e 1995, ruolo che ha mantenuto anche nel suo spin-off “The City” fino al 1997. Dal 1998 al 2009 in America è stata una delle protagoniste di “Una vita da vivere” interpretando Lindsay Rappaport. Nel 1987 è stata per alcuni giorni Brooke in “Beautiful”, quando dovette sostituire Katherine Kelly Lang assente per malattia.

Addio a Paul Rauch, padre delle soap moderne
Il 10 dicembre è scomparso a 78 anni, dopo una lunga malattia, Paul Rauch, uno dei più importanti produttori di teleromanzi pomeridiani.
Dopo essere stato vice-presidente della programmazione daytime della CBS, nel 1971 è nominato produttore esecutivo di “Destini” e con lo sceneggiatore Harding Lemay (1972-1979) realizza storie considerate ancora oggi fra le migliori in tutta la storia delle soap opera. Nel 1983 passa a “Una vita da vivere” dove vi rimane fino al 1991, anno in cui ritorna alla NBC per cercare di sottrarre dalla cancellazione “Santa Barbara”, purtroppo però senza successo. Grazie a lui, però, la soap accoglie all’interno del cast i più bei nomi di tutta la storia del daytime e fa anche un piccolo cameo nell’ultima puntata: è, infatti la sua immagine a chiuderne definitivamente le vicende.
Dal 1996 al 2002 è a capo di “Sentieri”, mentre dal 2008 al 2011 produce le storie di “Febbre d’amore”.



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